vento

Marzo 26, 2008

Nel vento che rode la terra anch’io mi sento scricchiolare

come una foglia secca – sono una fragile salma di foglia distesa

che ascolta il ronzio d’ape del vento.

Tutto ciò che è intorno respira familiare, la luce tiepida della lampada lo spia

con una carezza morbida, come affettuosa.

 

Vento, perché bussi alla porta

come se avessi un pungiglione molesto?

 

Quando osservo i pini secolari divincolarsi nel buio come grandi mostri sento davvero una nostalgia non umana; una nostalgia vegetale, sento nella mia lingua ormai priva di parole per gli uomini e nella mia mente vuota di pretese il bisogno di farmi pianta e aprire la porta al vento.

La natura mi chiama con parole di potenza sconvolgente; ogni cosa mi pare priva di significato, soltanto la mia vita di fronda ha il suo sacro motivo di esistere.

 

 

 

Il vento ha mille voci

Ora ti dice: “Ssssh…”, fai

silenzio; ascolta…

 

 

martedì 20 marzo 2007

ore 21:40

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